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Conference papers

ANTROPOLOGIA RELIGIOSA E ARCHEOLOGIA CLASSICA: UN DIALOGO DA RIPENSARE

Résumé : La ricerca nel campo delle religioni del mondo classico ha conosciuto, negli ultimi decenni, significativi mutamenti di criteri interpretativi e un vivace dibattito interno che hanno portato a un rinnovamento complessivo nell'approccio allo studio dei politeismi antichi, un rinnovamento di cui l'antropologia storica è stata, ed è, una delle componenti metodologiche più attive. Se, da un lato, l'atomizzazione disciplinare delle scienze dell'Antichità si configura come una naturale conseguenza della specializzazione dei saperi, dall'altro occorre oggi lavorare per ripristinare, su basi scientifiche solide e condivise, il collegamento tra i vari rami di questo "albero" comune, in modo da ripensarlo sotto forma di un dialogo rinnovato, rispettoso delle specificità e pluridirezionale. Lo studio delle divinità antiche, per fare l'esempio più evidente, impone un confronto costante tra le ricerche degli storici delle religioni e quelle degli archeologi, in cui gli uni come gli altri sono chiamati ad aggiornare le proprie interpretazioni e a verificare le diverse proposte in campo: attraverso alcuni casi di studio, relativi ai culti di Afrodite e di Hera, e adottando il punto di vista dell'antropologia religiosa, mi propongo, nelle pagine che seguono, di segnalare i limiti inerenti all'applicazione di paradigmi oramai superati e di illustrare le potenzialità interpretative che un dialogo rinnovato con l'archeologia può offrire per la comprensione del politeismo greco antico. Un approccio antropologico alla religione greca, che presti la dovuta attenzione alla rappresentazione del divino e alle dinamiche proprie di una cultura politeista, non può esimersi da un confronto continuo con i dati archeologici, epigrafici e iconografici, anche perché proprio a partire dagli spunti di riflessione e di ripensamento che questi possono fornire si originano il più delle volte sia la possibilità di ritornare ai testi con nuove domande, sia quella di rimettere in discussione le interpretazioni stereotipate delle divinità antiche. Se è vero che i culti e i racconti, e così i racconti e le immagini, usano linguaggi diversi per rappresentare gli dèi, è anche vero che questi linguaggi non sono completamente estranei l'uno all'altro e possono essere considerati alla stregua di dialetti di quella "lingua" comune che è la cultura greca nel suo insieme. Un dialogo tra i diversi tipi di documenti è non solo possibile ma euristicamente indispensabile, anche se, beninteso, necessita di essere condotto nel rispetto delle specificità di ciascuno di essi. Per lungo tempo, nell'analisi delle immagini vascolari, si è cercata una troppo stretta corrispondenza con racconti o testi letterari, e l'interpretazione dei dati archeologici come delle realtà cultuali in genere è stata condotta in modo non dissimile, proiettando sul terreno, senza grandi precauzioni, le informazioni dedotte dal piano "mitico", e con esse i ritratti fossilizzati delle divinità e teorie storico-religiose altrettanto fossilizzate. Fanno parte di quest'ultimo gruppo: il mito storiografico della "prostituzione sacra"; un certo pan-orfismo; la presunta polivalenza della dea arcaica, dietro cui talvolta si nasconde ancora, più o meno inconsapevolmente, il fantasma della Grande Dea, Grande Madre, in compagnia dei suoi vari paredri; la vecchia polarità matriarcato egeo/patriarcato indoeuropeo; sul piano del rito, quella tra religione ctonia e religione olimpia; la nota compagine tipologica e archetipica dei vari demoni della vegetazione, senza dimenticare trickster, potnia thērōn, e via dicendo. Le ricerche che Vinciane Pirenne-Delforge e io abbiamo condotto separatamente su Afrodite e poi congiuntamente su Hera (Pirenne-Delforge 1994; Pironti 2007; Pirenne-Delforge, Pironti 2016) sono partite proprio dall'esigenza di ripensare alla luce di paradigmi metodologici rinnovati le figure e le competenze di queste due divinità che non a caso sono state, e sono, tra quelle su cui più pesano le etichette e gli stereotipi.
Document type :
Conference papers
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https://halshs.archives-ouvertes.fr/halshs-03373172
Contributor : Gabriella Pironti Connect in order to contact the contributor
Submitted on : Sunday, October 17, 2021 - 9:24:14 AM
Last modification on : Wednesday, November 17, 2021 - 12:32:14 PM

Identifiers

  • HAL Id : halshs-03373172, version 1

Citation

Gabriella Pironti, Gabriella Pironti Ephe. ANTROPOLOGIA RELIGIOSA E ARCHEOLOGIA CLASSICA: UN DIALOGO DA RIPENSARE. IVe Colloque International de Paestum. Dialoghi sull’Archeologia della Magna Grecia e del Mediterraneo. Interpretazioni e Fenomenologia del rito,, Nov 2019, Paestum, Italy. ⟨halshs-03373172⟩

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